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C
CAPODANNO CINESE A NAPOLI 那不勒斯春晚
2021
31 gennaio 1月31号
2022-01-31
Sala del Toro Farnese
Mann Cafè
Atrio
Sala del Toro Farnese
Mann Cafè
Atrio
10:00 - 18:30
Dimostrazione pratica di Mahjong

MAHJONG
Il gioco delle tessere più famoso nel mondo

Le origini del Mahjong sono da ricercare nella Cina del XIX sec. Dove il gioco sarebbe nato come derivazione da altri passatempo basati sulle carte e dal domino. Se si vuole ignorare la leggenda che attribuisce l’invenzione addirittura a Confucio, il Mahjong potrebbe essere stato creato dagli ufficiali dell’esercito cinese, da un nobile di Shanghai o da due fratelli di Ningbo, sempre intorno alla metà dell’800. Sul finire del secolo la fama del gioco superò i confini cinesi e conquistò gli Stati Uniti e il resto del mondo. In Italia il Mahjong arrivò negli anni Venti. Nei grandi porti nazionali era frequente trovare venditori cinesi che ci giocavano.

In particolare il ravennate Michele Valvassori, incuriosito, fece produrre la prima versione italiana del gioco, ne fece produrre la prima versione italiana che conquistò Ravenna ancora oggi principale città di riferimento in Italia per il Mahjong.

La dimostrazione di mahjong è a cura dell’Associazione Culturale Ciao Cina

10:00 - 18:30
Dimostrazione pratica di Intaglio della carta

JIANZHI

L’arte del ritaglio della carta in Cina

I più antichi reperti relativi alle carte ritagliate cinesi risalgono al periodo del cosiddetto Medioevo cinese, più precisamente al VI secolo d.C. In epoca Tang (618-907 d.C.) gli imperatori, in occasione della Festa di Primavera, usavano ricevere i cortigiani che portavano bandiere di seta con emblemi doro e dargento ritagliati a forma di caratteri cinesi e fiori. Poiché a quei tempi la carta e la seta erano mal distinte l’una dall’altra a causa della loro utilizzazione comune per la scrittura e la pittura, si può ragionevolmente pensare che le prime carte ritagliate fossero in seta. Questi ritagli in seta all’inizio dovevano ornare i palazzi e le case ricche. Quando la materia cartacea divenne in seguito di uso più corrente, le carte ritagliate fecero la loro comparsa nelle case della gente del popolo diventando rapidamente un’arte popolare. I primi artigiani furono d’altronde le contadine illetterate che, depositarie della tradizione, preservarono attraverso i secoli i motivi e le tecniche di questa peculiare forma d’arte.

La dimostrazione di intaglio della carta sarà a cura della prof.ssa Li Zhuo dell’Università L’Orientale

10:00 - 18:30
Dimostrazione pratica di Calligrafia

CALLIGRAFIA CINESE

Una tradizione millenaria tra scrittura e arte

In Cina, la calligrafia occupa una posizione importante nel campo delle belle arti. La scrittura cinese, grazie alla sua unicità, non è solo un mezzo di comunicazione, ma è anche un modo per esprimere senso estetico e cultura. Il famoso Su Dongpo, uno dei più famosi letterati dell’epoca Song (960 – 1279), era solito utilizzare l’arte della calligrafia per comporre le sue poesie, lasciando così una traccia indelebile nella storia dell’arte e della letteratura cinese, due discipline che si incontrano appunto nella calligrafia.

Possiamo definire la calligrafia cinese come l’arte di scrivere i caratteri cinesi, servendosi di pennello e inchiostro in modo che comunichino un messaggio che va oltre il significato letterale delle parole. Ha una storia che va di pari passo con lo sviluppo della scrittura ed è considerata una delle forme tradizionali di arte, nonché espressione della millenaria cultura cinese.

Si dice che la calligrafia sia come uno specchio che riflette l’animo e i sentimenti di chi la scrive. Giocando con il pennello e l’inchiostro sulla carta, variando velocità dei tratti e spessore delle linee, il maestro calligrafo riesce a comunicare il suo stato d’animo. È anche un esercizio mentale perché permette di coordinare il braccio e la mente, che deve essere calma, per produrre la migliore espressione di quello che l’artista sente.

La dimostrazione di calligrafia sarà a cura della prof.ssa Zhang Chi dell’Università L’Orientale

10:30 - 16:30
Dimostrazione esperienziale “La Cultura del Tè”

DEGUSTAZIONE DEL TÈ
Un rito sociale e spirituale che diviene cerimonia

La cerimonia del tè, o Gong fu cha, (工夫茶, gōngfūchá) nota anche come “Cerimonia del tè 功 Kung Fu” fa riferimento all’arte di preparazione del tè nella cultura e tradizione cinese secondo una precisa scelta dei materiali, delle fasi di preparazione, nel rispetto del principio fondamentale dellarmonia. Il cerimoniale del tè ha origine nelle province del Fujian e del Guangdong, dove è elevata la produzione e coltivazione di tè, ma si è poi diffusa in tutta la Cina, ed è stata importata da altri paesi asiatici, come il Giappone e la Corea, assumendo nuove forme e significati.

La crucialità della cerimonia del tè può essere intesa già dal significato del nome attribuitole in cinese: gongfucha viene infatti tradotto come tè preparato con cura ed attenzione”: mentre cha in cinese significa tè (ma significa anche armonia tra uomo e natura), l’espressione gongfu può essere tradotta in diversi modi, che fanno riferimento allimpiego di tempo, impegno ed attenzione per compiere un lavoro, e l’ottenimento di abilità e risultati. La cerimonia del tè cinese è una vera e propria tradizione culturale, che coinvolge tutte le fasi della preparazione della bevanda, dalla scelta degli oggetti, alla preparazione, al servire, fino al gustare il tè, tutti gesti e regole basati, si presume, sui metodi di preparazione tradizionali antichi.

La cerimonia del tè non è solo un rito spirituale, ma un modo per preparare il tè nel migliore dei modi, impiegato nelle sale da tè e dagli intenditori per esaltare al massimo il gusto di questa bevanda: un rituale estetico, meditativo, che richiede, secondo i testi zen, rispetto per laltro e per le cose, grazia ed armonia, sobrietà e candore, tranquillità e solitudine.

Le dimostrazioni si terranno alle ore 10.30, 11.30, 12.30, 15.00, 16.00 (necessaria prenotazione, max 20 persone per dimostrazione – scrivere a [email protected]).

A cura di Qualcosaditè

16:00 - 16:30
Esibizioni musicali

Presentano Cai Wenbao, Sofia Andreozzi e Daniela Ferrara

Sala del Toro Farnese:

  • M° Gianni Marcellini e M° Manuel Sammartino interpretano “Nessun dorma”, opera tratta dalla Turandot di Giacomo Puccini (Chitarra e mandolino)
  • Roberto Rossodivita interpreta alla tastiera il brano di Lin Hai林海 – “琵琶语”, “Lingua della Pipa”
  • M° Manuel Sammartino canta un brano di musica tradizionale napoletana(Accompagnamento di chitarra)
  • Giulio Trifiletti interpreta “草原上升起不落的太阳” – “Il sole non tramonta mai sulla steppa” (Tromba)
  • Francesco De Dominicis canta un brano di musica cinese
  • Gianni Marcellini e Manuel Sammartino si esibiscono in un medley di musica tradizionale napoletana
16:50 - 17:00
Apertura del Capodanno Cinese

Presentano Cai Wenbao, Sofia Andreozzi e Daniela Ferrara

Conto alla rovescia per la mezzanotte a Pechino (17.00 ora italiana)

17:00 - 17:30
Saluti istituzionali

Celebrazione della mezzanotte in contemporanea con Pechino con la tradizionale “Danza del Leone” a cura dell’Accademia Hak Fu Jow

  • Saluti istituzionali del direttore del Museo Archeologico Nazionale di Napoli, Paolo Giulierini;
  • Saluti istituzionali dell’assessore alle Politiche sociali del Comune di Napoli Luca Trapanese;
  • Saluti del Rettore dell’Università degli Studi Orientale di Napoli, Prof. Roberto Tottoli
  • Saluti della direttrice dell’Istituto Confucio di Napoli, Prof.ssa Paola Paderni e del co-direttore Prof. Cheng Hongjin
  • Saluti del segretario generale CISL Campania, Doriana Buonavita
18:00
Dimostrazione di Taijiquan Stile Chen Xiaojia

Dimostrazione di Taijiquan Stile Chen Xiaojia a cura della Associazione ITALY CHEN XIAOJIA

La ISCT-Italy è costituita da un solo Gruppo (Italy Chen Xiaojia) che ha come leader la maestra Carmela Filosa. La stessa maestra Filosa è anche vice-presidente della ISCT Internazionale.
Il lavoro più che ventennale della maestra Filosa, che è stata la prima praticante e la prima insegnante in Italia del Taijiquan stile Chen Xiaojia, si inserisce nel processo di apertura all’esterno dell’insegnamento di questo stile, portato avanti instancabilmente già dai maestri Chen Peiju e Chen Peishan, spesso ospiti in Italia nella scuola della maestra Filosa.

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